Giuseppe Baldrighi, La famiglia del duca don Filippo di Borbone

Giuseppe Baldrighi
(Stradella, Pavia, 1723 – Parma, 1803)
La famiglia del duca don Filippo di Borbone, circa 1757
olio su tela
Parma, Galleria Nazionale

Il salotto, verosimilmente nella Reggia di Colorno, è arredato con mobili giunti dalla Francia e loro sono tutti lì, la famiglia di Don Filippo di Borbone, immobili, nel ruolo che la storia ha loro assegnato. Sono gli eredi di un ducato che fu degli antenati, i Farnese; sono giunti a Parma nel 1749 e hanno saputo in pochi anni dar vita ad una piccola, grande corte dove si parla francese, si governa alla francese, si vive immersi nella cultura illuminista e anche i pittori, come Baldrighi, si sono formati a Parigi. Un disegno inviatogli dal suo maestro Boucher, conservato nel Museo Lombardi, potrebbe essere un suggerimento per questa impegnativa composizione, ma Baldrighi, di cui leggiamo la firma nel pavimento, scelse una soluzione personale, una parata di figure le cui azioni appaiono congelate, mentre l’attenzione dell’artista si concentra sulla fedeltà iconografica e sulla descrizione puntuale e nitida di ogni oggetto, posto lì per raccontare la vita quotidiana di una famiglia ducale. A fianco di don Filippo, l’affabile duca, intenta a lavorare a chiacchierino c’è la duchessa Luisa Elisabetta, figlia di Luigi XV. In piedi, mostrando un proprio disegno, la bella figlia Isabella (che sposerà nel 1760 l’arciduca d’Austria Giuseppe), mentre i due piccoli bambini sono l’erede don Ferdinando, prossimo duca, e Maria Luisa, futura regina di Spagna, colei che Goya ritrarrà più volte con sottile ironia. Luisa Elisabetta non brillava per la sua bellezza, ma era la figlia prediletta di Luigi XV di Francia, l’unica tra le sorelle ad essersi sposata e riceverà da parte del padre considerevoli finanziamenti per arricchire la corte ducale di arredi, dipinti, tessuti appositamente prodotti in Francia per le regge di Parma, Colorno e Sala. Morirà di vaiolo a Parigi nel 1757. L’elegante e matura signora vista di profilo è invece Madama Caterina de Gonzales, la governante spagnola, presenza discreta ma autorevole, che sovrintende e sorveglia la vita della famiglia ducale. Baldrighi dà prova di una strabiliante sensibilità nel descrivere con freschezza di pennellate la preziosa mantiglia. Lo sguardo scrutatore, illuminato e colto di Baldrighi ha reso questo assieme di famiglia in un interno come se le figure principesche facessero parte di una natura morta e sono descritte allo stesso titolo del pappagallo o del levriero, anzi il movimento delle carte dell’album di musica in primo piano, anima e pone nella giusta prospettiva la scena.

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