Pietro Melchiorre Ferrari, Ritratti di Liborio Bertoluzzi e Domenica Guadagnini

Pietro Melchiorre Ferrari
(Sissa, Parma, 1735 – Parma, 1787)
Ritratti di Liborio Bertoluzzi e Domenica Guadagnini, circa 1785
olio su tela
Parma, Galleria Nazionale

La figlia primogenita della terza moglie di Giovanni Battista Guadagnini, Anna Vitali, nacque a Piacenza nel 1748 e fu battezzata col nome di Domenica. L’11 luglio del 1769, all’età di ventun'anni, andò sposa nella chiesa parmigiana di San Barnaba, parrocchia di residenza dei Guadagnini, con Liborio Bertoluzzi, il valletto di camera del potente primo ministro della corte borbonica Guillaume Du Tillot. Poco tempo dopo, Liborio fu nominato “conservatore dei rami” e delle stampe ducali, una posizione creata espressamente per lui evidentemente grazie al favore e alla protezione del primo ministro. Per la famiglia Guadagnini queste nozze ebbero il significato di un notevole successo nella salita della scala sociale e significarono anche un ulteriore avvicinamento al cuore della corte ducale. Purtroppo, però, la grave crisi finanziaria del ducato che condusse alla caduta di Du Tillot, trascinò con sé anche il fedele Liborio Bertoluzzi, il quale seguì il primo ministro nell’esilio in Francia. Egli rientrò a Parma nel 1776, dopo la morte del suo protettore, e progressivamente riuscì a riguadagnare il favore del duca Ferdinando, raggiungendo nel 1788 l’ambita carica di custode dell’Accademia di Belle Arti. La coppia di ritratti della Galleria Nazionale risale verosimilmente agli intorno al 1785, quando Liborio era ormai uno stimato membro dell’élite culturale cittadina: aveva circa cinquant’anni mentre la moglie Domenica andava verso i quaranta. Il pennello acuto ma affettuoso di Ferrari – che già s’era distinto come ottimo ritrattista proprio per Du Tillot – ne coglie l’elegante, composta e dignitosa consapevolezza, indugiando con pennellate preziose sull’elegante marsina di lui e sulla sobria acconciatura dei capelli di lei.

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