Pietro Melchiorre Ferrari, Ritratto di Guillaume Du Tillot

Pietro Melchiorre Ferrari
(Sissa, Parma, 1735 – Parma, 1787)
Ritratto di Guillaume Du Tillot, circa 1764
olio su tela
Parma, Galleria Nazionale

Questo intenso ritratto del potente primo ministro della corte borbonica parmense è una delle opere meglio riuscite del ritrattista Pietro Melchiorre Ferrari, il migliore allievo di Giuseppe Baldrighi. Du Tillot, dopo la repentina fuga da Parma nel 1771, la portò con sé a Parigi, lasciandolo in eredità al fidato segretario Liborio Bertoluzzi, marito di Domenica Guadagnini, che lo riportò a Parma nel 1776. Certamente il Ferrari ricevette la committenza dell’opera dopo il 1764, anno in cui Du Tillot, in segno di riconoscimento per il suo grande impegno politico e culturale nell’organizzazione delle risorse economiche del ducato, venne nominato marchese del feudo di Felino dal duca don Filippo. La posa impettita e lo sguardo altero ed ironico del personaggio danno la misura di quanto l’abile diplomatico fosse consapevole delle proprie non comuni capacità, continuamente sollecitate dall'assidua corrispondenza epistolare con illustri illuministi e dal costante studio di testi scientifici. Il ritratto rende pienamente il gusto del personaggio anche nella scelta delle arti decorative. Tutto a Parma a quell’epoca “parlava” francese e anche l’elegante abito rosso ornato dai preziosi galloni dorati, nonché i raffinati pizzi della camicia, ricalcano strettamente la moda d’oltralpe, come del resto la scelta compositiva adottata dal Ferrari, ad evidenza debitore di moduli dedotti dalla coeva ritrattistica francese.

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